il senso della vita


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Chissà se capita anche a te?
Mi finisce la giornata, che non ho fatto in tempo ad accorgermi di vivere!
E allora, un po' sconfitto, talvolta ho chiesto a me stesso: «Yuri, qual'è il senso della vita?» (Anche se in realtà, nel mio dialetto intimo, questa domanda viene declamata così: «che caxxo mi sbatto a fare?»)
Ma se c'è gente che nasce stramba, io ci nacqui: questa domanda mi manda in crisi non perché non so la risposta, ma perché non riesco a capire la domanda!


Qual'è il senso della domanda: “qual'è il senso della vita?”
Questa benedetta domanda si può tradurre così:
“qual'è lo scopo dato a me dalla vita”
“quali sono i significati che gli esseri umani danno alla vita”
“quale senso trovo nella vita”
Ma orpo, queste domande non sono mica intercambiabili! Solo io vedo le differenze? Prova a scoprirle anche tu, come nelle due vignette quasi identiche della Settimana Enigmistica...


Lo scopo dato
Tanto per cominciare lo scopo della mia vita non lo decido io... Non mi ricordo proprio di aver deciso di nascere, e tu? Quindi, se la nostra vita ha uno scopo dato, lo ha stabilito chi ha voluto crearci: un dio o delle entità aliene o Madre Natura, posto che essa sia un qualcosa capace di decidere. Oppure, noi chiamiamo impropriamente "scopo" un effetto involontario dovuto a una serie di cause: ad esempio, le specie viventi si adattano all'ambiente generando nuovi individui leggermente differenti, ed ecco che quindi siamo nati anche io e te.


Gli scopi ipotizzati
Dato che non nasciamo con il libretto delle istruzioni, cioé che la vita è muta e non ci spiega chiaramente il suo significato, le religioni e la filosofia, ma anche l'arte, la scienza, la politica, ci propongono una rosa di significati possibili tra cui noi scegliamo o siamo stati educati a credere. Chi è intriso della propria fede obietta che la natura parla di Dio, che i vangeli sono parola di Dio, che la Chiesa ci trasmette una buona novella. Ma appunto: Dio, se esiste, ci parla per interposta persona (il credente, il sacerdote) e se la natura è il suo linguaggio, è maledettamente equivoco. A riprova di questo vi sta l'immensa varietà di fedi, divinità, libri ritenuti sacri o rifiutati, filosofie, interpretazioni, prospettive, teorie. Ma non finisce qui...


Il significato cercato nel vivere
Senso e significato sono sinonimi, mentre scopo è solo uno dei fattori che danno significato a qualcosa, tant'è vero che ci sono cose che hanno un significato pur avendo perduto il loro scopo, ad esempio i nostri peli: non bastano a tenerci caldi, non coprono dal sole, perciò il loro significato viene dato dall'evoluzione, che ad esempio ha conservato in noi dei residui di organi (detti vestigiali Wikipedia: organi vestigiali) che avevano una funzione per gli organismi dei nostri antenati. E infatti, la stragrande maggioranza delle persone, dà alla vita un significato che esula dallo scopo religioso o scientifico: cioé trova un significato nel proprio stesso vivere, nell'amare, nei propri figli, o si da una missione personale. Il programma di Bonolis Il senso della vita Bonolis: il senso della vita, offre una simpatica rassegna dei tanti significati personali che le persone comuni o i famosi trovano nella loro vita. (Di lato puoi ascoltare la poetessa Alda Merini Youtube: Alda Merini)


Bene, allora freghiamocene!
Siamo poi così sicuri che è necessario dare un senso alla vita? Di sicuro dopo aver visto l'esilarante film dei Monty Python Wikipedia: Monty Python, il senso della vita, credo che neanche un barbogia come Platone potrebbe prendersi molto sul serio. E se invece un senso ci fosse, appena dietro l'angolo, proprio a un passo da te, e solo per un soffio ti scappa via continuamente?
Nel buddismo, un mio caro amico, ha trovato una profonda pace, perché riesce a dare un senso a ogni evento della sorte.
Io no.
Alla sofferenza dei bambini, ad esempio, non riesco a dare nessun senso.


Ma la mia mamma insegna...
A dire che qualcosa non mi piace solo dopo averlo assaggiato, perciò ho deciso di passare in rassegna almeno le prospettive e le spiegazioni più note. Poniamo ai due estremi coloro che 1.trovano delle certezze in una dimensione spirituale o all'opposto 2.si basano esclusivamente sulla ragione. In mezzo, ci sono le diverse sfumature di quelli che cercano delle spiegazioni alla vita che siano ragionevoli, senza escludere l'intuizione e le esperienze che non si possono accertare.
Vi è anche 3.chi rinuncia a dare un senso definitivo, stabile, certo, ritenendo che non ci sia o che personalmente non l'abbia ancora trovato. Molto differente è, invece, 4.colui che non si pone il problema.
La differenza tra scettici e ingenui è importante: lo scettico si pone il problema e non trova risposta, l'ingenuo (o meglio, la parte ingenua di ognuno di noi) vive inconsapevolmente, senza farsi domande. Già, ma nella vita si operano delle scelte. Perciò, se non ci poniamo la domanda, allora il caso, la società, l'abitudine sceglieranno al posto nostro.
E questo... sicuramente non ha senso Nonciclopedia: senso della vita.

Ti va, allora, se cominciamo a ragionare sul >> senso religioso?









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