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Logica e percezione
Ogni spiegazione del mondo che meriti di essere considerata
razionale ha come nucleo centrale l'esercizio della
logica.
Logico è quell' insieme di regole a partire dal quale chiunque, e in qualunque momento, perviene al medesimo risultato. (Logica proposizionale, matematica, booleana, giuridica, fuzzy e via dicendo)
Le spiegazioni razionali del mondo, però, raramente ammettono
unicamente la logica come strumento conoscitivo (razionalismo filosofico e alcuni idealismi); più spesso, infatti, il ragionamento viene coniugato ai dati provenienti dai nostri sensi o dagli strumenti di rilevazione.
Criteri epistemologici
Il ragionamento comune, detto anche
buon senso, generalizza esperienze simili pervenendo a una regola generale (sono così ad es: i motti popolari) perlopiù confermata.
La scienza ambisce a spiegare i fatti per mezzo di leggi
inconfutabili, che cioé siano verificabili sempre e da chiunque. E' la stessa pretesa di universalità di un sistema logico, ma applicato al mondo dell'esperienza.
L'
osservazione fornisce innanzitutto le nozioni sulle quali applicare il ragionamento induttivo (che nella logica classica viene definito
a posteriori); questo, seguendo un sistema logico, deduce un risultato che deve, a sua volta, sottoporsi alla
verifica dei fatti.
Come possono esistere molti sistemi razionali se la logica è universale?
Perché cambiano le premesse (assiomi e postulati) e il campo di analisi. Infatti, le diverse logiche hanno in comune soltanto due
premesse.
1. principio di identità:
una proposizione equivale
a se stessa. (P = P)
2. principio di non contraddizione: una affermazione e la sua negazione non possono essere ambedue simultaneamente
completamente vere.
Ma già queste regole presuppongono altri assiomi (cioé delle nozioni indimostrabili, come ad esempio "significato", "uguaglianza", eccetera).
Non esiste nessun sistema logico, infatti, che possa dimostrare ogni sua affermazione, perché la dimostrazione stessa presuppone già delle nozioni, che quindi sono postulati, cioé
posti senza dimostrazione.
L'affascinante teologia tomista, ad esempio, si basa sulla logica aristotelica (così come il senso comune) ovvero postula il principio di non contraddizione in senso ristretto, esclude l'infinito e impone il
tertium non datur, cioè ammette solo i valori
vero e
falso. La teoria quantica, invece, ammette valori discreti.
Campo di analisi: una volta stabiliti i postulati, un altro fattore che rende relativo il risultato è il campo di analisi, cioé l'insieme dei dati di partenza. Questo è molto semplice da capire, se si pensa a come funziona l'
induzione, cioé quel procedimento che da casi particolari inferisce le regole generali su cui sviluppare l'ipotesi. La debolezza dell'induzione è che non è detto che l'universo sia isonomo nello spazio e nel tempo, cioé che, ad altre grandezze o condizioni i dati di partenza siano gli stessi. L'ipotesi non confermata delle superstringhe, ad esempio, prevede l'esistenza di 10 o 11 o addirittura 26 dimensioni, ma a noi risulterebbero solo le nostre 3+t perché le altre 6,7 o 22 sarebbero trascurabili: un osservatore che percepisce un tubo di gomma posto abbastanza lontano, lo considera una linea bidimensionale; la profondità non sarebbe percepita perché trascurabile nell'ordine delle grandezze del campo di analisi.
Quindi la scienza non perviene a una verità assoluta?
Quando nella scienza si parla di teoria non si intende un'ipotesi, bensì un'
ipotesi confermata da prove sperimentali. La scienza assume validità quando funziona. Se si formulasse una
teoria del tutto (l'ipotesi delle superstringhe muove in questa direzione), essa non sarebbe comunque una verità assoluta, perché sarebbe
valida fino a prova contraria; ad esempio, qualora l'universo mutasse fino a annichilire una delle 4 forze fondamentali, qualunque teoria attuale diventerebbe falsa. Il concetto di verità, insomma, è atemporale, mentre
una teoria scientifica è un modello funzionale falsificabile. La questione, quindi, non è se la scienza può spiegare l'essenza dell'universo, posto che esista un'essenza atemporale, ma: che valore predittivo potrebbe avere una teoria non scientifica, cioé che non esplicita i postulati, o che non segue un sistema logico, o che non può essere sottoposta a verifica sperimentale? In altre parole, per quanto la conoscenza scientifica non pervenga a risultati assoluti, ci dà la conoscenza più 1.accertabile, perciò 2.condivisible e 3.funzionale che abbiamo. Qualunque sistema di spiegazione razionale per converso suppone che in mancanza di regole e di verifiche, un'
ipotesi rimane soltanto un'ipotesi.
La scienza dà un significato alla vita?
Già parlare di scienza al singolare è una forzatura, poi abbiamo visto come il suo obiettivo è il controllo degli eventi, non la verità filosofica. Ma i risultati sperimentali ottenuti dalle scienze sono alla base dei sistemi filosofici razionali, che partono da questi per interpretare il mondo e la vita. Così fa ad esempio Kant, Freud, Bergson, Popper, il neopositivismo, l'utilitarismo, lo strutturalismo:
ragionare tenendo conto dei risultati scientifici.
Che mondo possiamo concepire partendo dai risultati scientifici?
Ogni volta che l'essere umano applica la ragione per comprendere gli eventi, scopre che le cause sono nell'ordine fisico. Il sole non è un dio, bensì un astro.
Non è Cariddi a far affondare le navi nello stretto di Messina, ma le correnti marine. La peste non è un flagello di Dio, ma del batterio
Yersinia pestis. Le forme di vita non possiedono un'anima ma evolvono a partire da materia e informazione. La ragione umana non è dovuta a una sostanza spirituale bensì all'attività della corteccia cerebrale. E sopratutto, gli atti magici non condizionano gli eventi, o meglio: i loro effetti derivano solo dalla suggestione di chi ci crede. Tarocchi, preghiere, maledizioni, miracoli, hanno effetti fisici sulla vita del fedele indotto a crederci, ma non influiscono direttamente sugli eventi. Il mondo scoperto dalla ragione applicata all'osservazione fa indietreggiare e nascondere nell'ombra dell'
ancora ignoto qualunque forza o divinità trascendente.
Alcuni scienziati e tutti i religiosi, tentano invece di concepire la visione scientifica e la visione religiosa come complementari, in quanto si occuperebbero di due piani del mondo paralleli e distinti. Questo è vero, ma uno di questi due mondi è verificabile, l'altro esiste solo per chi ci crede per
fede. La maggior parte dei tentativi scientifici per accreditare le dottrine religiose sono massicciamente promossi dagli organi religiosi: il
premio Templeton 
(Prize for Progress in Religion) è tristemente famoso per offrire un premio monetario più alto del Nobel. Poiché possono vincere solo i risultati che mostrano la compatibilità tra scienza e fede, viene considerato dalla comunità scientifica come una forma di propaganda. Ha ottenuto il Templeton, ad esempio, Paul Davies (e beata
Teresa di Calcutta) il più grande sostenitore della creazione dell'universo a partire da Dio. Ma anche nel caso degli scienziati che ammettono la possibilità di Dio, esso risulta un'entità metafisica del tutto inconoscibile, simile al Primo Motore di Aristotele e al Grande Orologiaio di Voltaire: perciò
incompatibile con gli dei delle religioni che provano emozioni, si adirano, condannano, si manifestano con miracoli agendo nella storia.
La visione razionale del mondo, non scopre miracoli nella storia e nel nostro destino: ma cause naturali.
Ragione verificata e umanesimo
Poiché l'osservazione razionale non verifica l'esistenza di forze sovrannaturali ma anzi la confuta, il suo orizzonte non è più sottomesso a queste potenze, ma diventa l'ambiente umano, che non ha padroni né premi e castighi all'infuori di quelli che lui stesso si procura. Il progresso della medicina e della democrazia, lo schiavismo e le guerre mondiali sono dovute alla specie umana: siamo noi, a decidere il nostro destino (e dall'era atomica anche quello della terra).
Le concezioni umaniste della vita ci emancipano dalle forze soprannaturali e ci fanno assumere la responsabilità della vita e della storia.
Allo svanire delle antiche illusioni, il sacro sopravvive ritornando alla sua origine: il mondo interiore, le emozioni e la coscienza umane.
Per questo, solo una visione scientifica può essere veramente umanista: perché
la dignità di ogni essere umano viene riconosciuta come il solo valore su cui fondare una società civile.
Ragione verificata e arte
Non solo: il mondo interiore, libero dall'ingenuità primitiva, diventa consapevole di creare - da cu
poiesis, poesia - il mondo dei sogni e degli ideali.
L'arte è perciò l'evoluzione dell'atteggiamento religioso, che riconosce l'immaginazione come tale, cioé ancora una volta pone al centro l'essere umano. Il mondo degli dei diventa rappresentazione dell'essere umano, i testi sacri diventano mito, cioé storia interiore.
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